Tutti gli articoli di Alberto Poli

Happy Hour con Tesseramento

20140927 locandinaPer iniziare piacevolmente la nuova stagione siete tutti invitati sabato 27 settembre 2014 in via Orti 17. Il circolo sarà aperto dalle cinque in poi per discutere e chiacchierare con consiglieri comunali e consiglieri di zona 1, uno scambio di opinioni sulle vicende politiche e del partito, un brindisi di buon inizio attività e una tessera nuova nuova per chi ancora non si è iscritto o non l’ha rinnovata.

E se proprio non ce la fate a passare dal circolo, ci sono molti modi per dare il vostro sostegno. Per sapere quali, visitate la pagina dedicata del nostro sito.

Vi aspettiamo sabato!

Il “renziano” circondato

In queste settimane di confronto sulle riforme istituzionali sta emergendo con forza la figura del renziano con la sindrome da accerchiamento. Questo atteggiamento, all’interno di un partito democratico di nome e di fatto, non è positivo.
Sia ben chiaro, con molti compagni di partito le discussioni sono feconde e produttive, però spiace quando critiche nel merito delle importantissime riforme istituzionali vengono prese come strumentali e denigrabili ostacoli al processo di riforma della Costituzione ed all’azione del governo, non meritevoli quindi di alcuna discussione. La sindrome da accerchiamento è proprio questo: vedere in ogni critica un attacco atto a indebolire il premier/segretario e la sua innegabile spinta riformatrice piuttosto che un aiuto a migliorare dei progetti positivi ma decisamente migliorabili.
Renzi ha avuto il grandissimo merito di far ripartire con inedita energia il processo di riforma delle istituzioni, ma questa energia non deve tradursi in cieca frenesia. Le riforme istituzionali sono delicatissime, vanno maneggiate con cautela perché la democrazia è fragile, basta pochissimo perché si spezzi e lasci il passo a forme di governo ben peggiori. Nelle istituzioni democratiche tutti devono potersi riconoscere, tutti devono percepire le regole del gioco democratico come legittime. Nessuno deve sentirsi escluso dal funzionamento della democrazia. Le critiche che si stano muovendo, in particolare per quanto concerne l’elettività dei senatori e la loro eventuale immunità, servono proprio a rendere più condivise, quindi solide e resistenti, le istituzioni riformate dal Governo Renzi.
Io auspico che i toni si abbassino e che la maggioranza del partito non veda dei nemici nei compagni di partito ma, appunto, dei compagni che pur rimanendo leali e orgogliosi del segretario, non rinunciano ad un’analisi critica del suo operato.

Il caso Mineo: prepotenza o necessità?

costituzione-italiana

mercoledì 18 giugno – h. 21,00

In questi ultimi giorni le vicende interne del Partito Democratico sono tornate a essere fonte di grande dibattito. Da un lato l’articolo 67 della Costituzione e l’assenza di vincolo di mandato, dall’altra i regolamenti parlamentari e la necessità di portare avanti una proposta di riforma costituzionale per non fermarsi nella palude. Cosa deve prevalere, in che modo e con quali limiti?
Ne discutiamo tutti insieme al circolo!

Riforme costituzionali: Renzi sta correndo troppo?

Sulle riforme della Costituzione forse dovremmo cercare di essere più cauti. Tutti, all’interno come all’esterno del Pd, riconoscono a Renzi di aver dato una straordinaria spinta per quanto riguarda le riforme istituzionali. Questa spinta eccezionale però non deve trasformarsi in cieca frenesia. Con le riforme istituzionali noi modifichiamo le fondamentali regole del funzionamento della democrazia nel nostro paese. Tutti, nessuno escluso, devono riconoscersi nell’assetto istituzionale e nelle dinamiche che permettono loro di funzionare. Nessuno è sacrificabile da questo punto di vista, perché tutti facciamo parte della comunità-nazione.

Mi sembra che questo passaggio sia stato vissuto con troppa frenesia, con troppa voglia di chiudere un accordo anche a costo di lasciare indietro qualcuno. Io penso che di fronte a una riforma della Costituzione abbia poco senso richiamarsi alla disciplina di partito perché in quel momento più che in qualsiasi altro i parlamentari devono essere rappresentanti della nazione tutta, e non solo di una parte, perché la Costituzione è di tutti e tutti ci si devono poter riconoscere. Consiglierei a Renzi di metterci magari un mese in più, ma di uscirne come uno statista qual è in potenza, elaborando una proposta che sia riconosciuta dalla stragrande parte del paese come un cambiamento positivo, piuttosto che solo come un cambiamento.

Io penso che si sia commesso un errore politico nel sostituire Mineo per quanto detto sopra (sostituire 2 membri della commissione per poter far passare la riforma 15 a 14 non è proprio un messaggio di condivisione) e penso anche che la nostra comunità democratica si sia concentrata troppo sull’interpretazione politica del comportamento di Mineo, piuttosto che sui contenuti che lui e altri senatori portavano (e mi auguro continuino a portare) a questo importantissimo dibattito.

Filippo Sanna

FESTEGGIAMO NOI!

fuochiQUESTA SERA DALLE ORE 21.00 AL CIRCOLO PD PORTA ROMANA FESTEGGIAMO LA VITTORIA ELETTORALE!

FESTEGGIAMO INSIEME!

https://www.facebook.com/events/317529011735982/

Ci aspettavamo che piovesse … non che GRANDINASSE!

1040743273IL PARTITO DEMOCRATICO HA VINTO LE ELEZIONI EUROPEE 

grazie

#UNOXUNO!

 Italia: 40,80% – Milano Zona 1: 50,25%

Via col VenTo, a partire da Milano

Pochi giorni addietro ho presentato in Consiglio di Zona 1 la mozione per far aderire il nostro ente a VenTo, la mitica pista ciclabile che corre lungo il Po da Venezia a Torino, con una ricongiunzione con la città di Milano.

VenTo è un’opera grande che ci costerebbe 100 milioni di Euro, circa quanto uno o due chilometri di autostrada. Ogni anno, secondo le previsioni del Politecnico di Milano che ha costruito il progetto, i profitti che quest’opera restituirebbe sarebbero circa 100 milioni di Euro. La cosa straordinaria è che questi 100 milioni non andranno nelle tasche di pochi, soliti, spregiudicati imprenditori, ma andrebbero a tutte quelle centinaia di aziende agricole che producono prodotti eccezionali e tipici della zona, alle decine di strutture alberghiere che già esistono, ma che oggi soffrono terribilmente la crisi economica. Insomma un profitto diffuso per un area estremamente dinamica del Paese, ma che è stata dimenticata e quasi ostacolata da chi, in salsa padano-forzista, blaterava di prima il nord o no-tax area.

La mozione è stata presentata in Consiglio ed è passata con i voti della sola maggioranza. Le opposizioni, per miopia e timore verso tutto ciò che è “sostenibile” hanno votato contro, ma pazienza, l’obiettivo è stato raggiunto!

Ringrazio anche Irene Leonardis e Riccardo Rocco che, rispettivamente in Zona 8 e Zona 7 hanno presentato la stessa mozione per dare più forza e più vigore a questa straordinaria, sostenibile, opera grande.

ELEZIONI EUROPEE DOMENICA 25 MAGGIO 2014

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PER UN’ITALIA VERAMENTE FORTE IN EUROPA VOTA E FAI VOTARE

PARTITO DEMOCRATICO – PARTITO SOCIALISTA EUROPEO

IL TUO CONTRIBUTO E’ IMPORTANTE

Il nostro programma:

 http://www.partitodemocratico.it/europee2014

Il Segretario Matteo Renzi a Milano

renzi orizzontaleMartedì 20 maggio, alle ore 10.30 il Segretario Nazionale del Partito Democratico, Matteo Renzi, sarà a Milano per una tappa della campagna elettorale. L’appuntamento è presso il Teatro Piccolo Paolo Grassi di via Rovello, 2 a Milano (M1 Cordusio) per un evento pubblico.

Se questo è un uomo

La quotidiana strage nel Canale di Sicilia e le responsabilità della politica

Quale modulo doveva compilare il ministro degli interni per comunicare correttamente al commissario Malmström che è in atto un vero e proprio esodo biblico da paesi martoriati dalla guerra e dalla fame verso l’Europa?

Quale formula dovevano utilizzare il ministero della difesa e quello degli interni per comunicare che è in atto una strage nel canale di Sicilia e che le uniche navi che si vedono portare aiuto sono quelle della nostra Marina Militare e l’unica nave messa a disposizione della Marina Militare slovena??

Non è certo in questa sede che si vuole redimere questioni di moduli, comunicazioni più o meno formali o procedure, la riflessione che si propone è di tipo politico.

Il 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa un barcone caricato all’inverosimile da delinquenti senza scrupoli con un numero esorbitante di esseri umani, esseri umani, è affondato trascinando con sé 363 persone.

Si stimano in circa 1800 i morti nel tentativo di attraversare il Canale di Sicilia nel corso del solo 2011. Oggi altri 17 morti accertati e forse altri 50 dispersi, e domani quanti morti ci dovremo attendere? Cosa dicono le statistiche?

Quando a fronte di questi eventi e questi numeri un ente politico come la Commissione Europea, per bocca del commissario competente, risponde che non è stata inviata la letterina appropriata, allora si pone un problema politico grande come una casa.

Diciamo la verità, in questi anni l’Unione Europea e in particolare la Commissione Europea guidata da Manuel Barroso ha clamorosamente fallito sotto molti punti di vista!

Qualcuno ha detto che l’Europa salva le banche e lascia crepare le persone, beh francamente è semplicemente vero.

Tutti abbiamo ancora nelle orecchie i continui richiami del commissario Olli Rehn verso l’Italia, tutti sanno come sono stati trattati il popolo greco e più in generale i popoli del sud Europa, tutti sanno come la Commissione non abbia mai mitigato le mire egemoniche tedesche sul controllo dell’economia europea, anzi.

Forse la Commissione non aveva le competenze per farlo, ma forse non ne aveva nemmeno la volontà politica.

Ma almeno dove la Commissione avrebbe potuto agire, ed agire con profitto, come sul controllo delle frontiere e la legislazione comunitaria sull’accoglienza, non si è visto nulla.

Come è stato riportato dai giornali l’assistenza ai migranti deve essere prestata, secondo le regole europee, dal primo paese “d’approdo” all’interno dell’Unione.

E come dissentire su una norma del genere? Sono effettivamente famose le invasioni di disperati che tutti i giorni approdano sulle coste tedesche o danesi provenienti dalla Groenlandia o direttamente dal polo!

Si dirà che la Germania ha ospitato più rifugiati politici e di guerra in questi ultimi anni rispetto all’Italia, ma è tutta gente che evidentemente aveva i mezzi e le entrature per essere ospitata e che è arrivata con voli di linea e visti rilasciati dalle ambasciate.

Chi decide di arrivare attraversando il Sahara prima e il Mediterraneo poi, con il rischio di affogare o essere lasciato in mezzo al deserto da quei moderni negrieri che sono le organizzazioni per il traffico dei migranti, o ancora essere stuprato nelle città della Libia è perché non ha altre possibilità, niente aerei, niente visti, niente di niente.

Quale soluzione allora? Come se ne esce? E’ certamente complicato, ma a chi è “malato” di politica piace pensare a delle soluzioni.

Innanzitutto dovrebbe cambiare la politica europea; le classi dirigenti dei vari stati europei, soprattutto quelle che si riconoscono nel PPE, hanno prodotto una classe dirigente europea non all’altezza. Sicuramente non all’altezza della visone che avevano i padri fondatori dell’Europa.

Ci vorrebbe quindi una sveglia e se i sondaggi sono corretti la sveglia sta per arrivare, la daranno le prossime elezioni.

Ma sarà una sveglia buona?

Si teme che i partiti euroscettici, e in Italia causa Grillo ne sappiamo qualcosa, avranno un buon risultato, purtroppo però tali formazioni sono costituite il più delle volte da forze populiste e xenofobe. La cattiva politica prodotta dalla Commissione e dalle altre istituzioni europee in questi anni, più attenta ai mercati finanziari che a quelli rionali, ha generato quindi un’altra cattiva politica, ancora più cattiva.

Se i cittadini europei daranno fiducia a questi movimenti che cosa succederà?

Le istanze portate avanti da Nigel Farage (GB) sono molto diverse da quelle di Geert Wilders (NL) che a loro volta sono diverse da quelle del Movimento 5 Stelle. Insomma si potrebbe assistere ad un coalizzarsi di euroscetticismi diversi che porterebbe ad una minore coesione all’interno dell’Unione e, nel caso più grave, ad una disgregazione dell’Unione stessa.

Quest’ultima ipotesi mette i brividi al solo pensiero di cosa fosse l’Europa prima della nascita del senso di Comunità europea.

Se i cittadini europei daranno fiducia al PSE invece la prossima Commissione, che sostituirà quella oggi scadente (in tutti i sensi), dovrà essere più umana e più politica, più attenta ai bisogni dei cittadini; il PSE avrà il compito di chiarire che l’Europa non deve essere il luogo delle “pagelle ai popoli” ma il luogo delle “soluzioni per i popoli e con i popoli”.

Per il problema dell’immigrazione attraverso il Mediterraneo la soluzione non può essere che quella auspicata dal Governo italiano:

  • una revisione della legislazione sull’accoglienza, con la possibilità da parte dei migranti di chiedere asilo non solo nel paese di arrivo;
  • una missione europea in Libia, ma si può suggerire anche in Sudan (vedasi il problema del Sud Sudan, dell’Eritrea e dell’Etiopia), non solo per l’accoglienza ma anche di polizia internazionale per il contrasto al commercio di esseri umani drammaticamente e indecentemente ancora presente nel nostro tempo;
  • Il coinvolgimento in tutto ciò della più ampia comunità internazionale.

Solo così l’Unione Europea avrà assolto al suo compito, ovvero garantire la pace, la stabilità e il progresso a tutte le genti che vivono in Europa o che all’Europa aspirano.

Alberto Poli