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Via col VenTo, a partire da Milano

Pochi giorni addietro ho presentato in Consiglio di Zona 1 la mozione per far aderire il nostro ente a VenTo, la mitica pista ciclabile che corre lungo il Po da Venezia a Torino, con una ricongiunzione con la città di Milano.

VenTo è un’opera grande che ci costerebbe 100 milioni di Euro, circa quanto uno o due chilometri di autostrada. Ogni anno, secondo le previsioni del Politecnico di Milano che ha costruito il progetto, i profitti che quest’opera restituirebbe sarebbero circa 100 milioni di Euro. La cosa straordinaria è che questi 100 milioni non andranno nelle tasche di pochi, soliti, spregiudicati imprenditori, ma andrebbero a tutte quelle centinaia di aziende agricole che producono prodotti eccezionali e tipici della zona, alle decine di strutture alberghiere che già esistono, ma che oggi soffrono terribilmente la crisi economica. Insomma un profitto diffuso per un area estremamente dinamica del Paese, ma che è stata dimenticata e quasi ostacolata da chi, in salsa padano-forzista, blaterava di prima il nord o no-tax area.

La mozione è stata presentata in Consiglio ed è passata con i voti della sola maggioranza. Le opposizioni, per miopia e timore verso tutto ciò che è “sostenibile” hanno votato contro, ma pazienza, l’obiettivo è stato raggiunto!

Ringrazio anche Irene Leonardis e Riccardo Rocco che, rispettivamente in Zona 8 e Zona 7 hanno presentato la stessa mozione per dare più forza e più vigore a questa straordinaria, sostenibile, opera grande.

Gli appuntamenti della settimana dal 31 marzo al 6 aprile 2014

lunedì 31 marzo
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la Milano del 2020

 Alle 21 di lunedì sera il PD metropolitano ha organizzato un importante incontro cittadino per discutere della Milano del futuro, guardando oltre alla pur importante data dell’Expo. Un incontro per dare slancio e corpo a un progetto, per immaginare come vorremmo Milano nel 2020 e cosa occorre fare, da subito, perché ciò si realizzi.Nella locandina l’elenco dei relatori e dei temi che verranno affrontati. L’incontro si svolge in Sala Alessi a Palazzo Marino.


giovedì 3 aprile
Piazza Castello restituita ai milanesi
l’Amministrazione dialoga con i cittadinimailand_via_dante

Il 1 maggio prossimo Piazza Castello sarà liberata dal traffico; ciò permetterà nuove forme di riappropriazione della città e diventerà sede di importanti eventi artistici, ludici e culturali. Questa realizzazione si inserisce nel riassetto più complessivo del centro storico attuato da questa Amministrazione: la restituzione ai cittadini di piazza Sant’Ambrogio, la creazione della Zona 30 di Milano Romana, la pedonalizzazione di piazza Beccaria, di piazza Liberty e dell’Ambrosiana, per citare solo i più importanti, a cui si aggiungono gli interventi di piazza XXV Aprile, piazza XXIV Maggio con la Darsena, e la riqualificazione di corso Sempione come asse di ingresso dall’Europa in Milano.
Questo intervento favorisce un progetto integrato di valorizzazione del Parco Sempione e di tutte le sue componenti storiche: l’Arco della Pace, con i suoi caselli daziari, l’Arena, la Triennale, l’Acquario, la Torre Branca e la Biblioteca.
L’incontro, a cui intervengono Ada Lucia De Cesaris, Vice Sindaco e Assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata, Agricoltura, Chiara Bisconti, Assessora al Benessere, Qualità della vita, Sport e tempo libero, Verde, Pierfrancesco Maran, Assessore alla Mobilità, Ambiente, Acqua pubblica e il Consiglio di Zona 1, è organizzato dal Comitato X Milano Zona 1 e vi aderiscono i circoli di zona del partiti di maggioranza del CdZ1.

Riparto da Renzi

Innanzitutto scusate la latitanza. Negli ultimi due mesi sono stato impegnato a livello accademico e di Consiglio di Zona in modo totalizzante. Sono stato inoltre impegnato nella campagna congressuale al fianco di Pippo Civati. Come tutte le esperienze vissute profondamente e con emozione, non sono ancora in grado di scriverne in modo equilibrato e non influenzato da ciò che ho vissuto con grande passione.

E allora faccio ciò che moltissimi ci hanno consigliato di fare nelle ultime settimane (e in particolare con le primarie): riparto da Renzi.
Ieri sono stato gran parte della giornata all’assemblea nazionale del Pd ad ascoltare i diversi interventi e a ragionarci su. Ora, quello su cui erano caricate le maggiori attese, era naturalmente quello del segretario nazionale Matteo Renzi. E il suo discorso mi ha deluso.
In primo luogo perché ieri si è percepito chiaramente il peccato originale di questa situazione. Al governo, Letta, non ha la ben che minima intenzione di mollare, e dall’altra, Renzi che preme per subentrargli. Fino a che questa situazione non verrà chiarita, il Pd rimarrà in uno stallo negativo per tutti gli attori in gioco.
In secondo luogo Renzi ha enunciato una serie di cambiamenti che vuole portare avanti (o far portare avanti da Letta, non si è capito bene), senza però dirci in che modo, e per raggiungere quali obiettivi. Parlare di riforma del Senato in Camera delle Autonomie senza accennare a cosa questa Camera Alta poi debba fare, non mi permette di seguirlo nel ragionamento. Vuoi un Senato rappresentativo con potere di veto assoluto su tutte le proposte della Camera Bassa? Veto parziale superabile da una maggioranza semplice? Qualificata? Vogliamo invece dargli potere di iniziativa legislativa? Non lo so. Ma mi interessa. Moltissimo.
Stesso dicasi per i diritti civili. Renzi parla di civil partnership, ma questa è una formulazione che non vuol dire niente, mi devi spiegare chiaramente come vuoi cambiare la vita delle persone che attualmente vivono in una inaccettabile situazione di disagio.
Terzo punto, il partito. Mi aspettavo di sentire che cosa il segretario nazionale si aspetti da chi, come me, è segretario di un circolo territoriale del Pd. Purtroppo non ho avuto il piacere di ricevere indicazioni sul punto.
Il passaggio su cui invece mi è veramente piaciuto è quello in cui ha lanciato la sfida a Grillo. Una sfida al rialzo, in cui il Pd mette sul piatto delle riforme vere, reali, concrete, ma possibili solo con una maggioranza alternativa a quella con Alfano, Giovanardi e Formigoni. È stato l’unico passaggio in cui ha messo vibrante passione e ha sfruttato tutte le sue indiscutibili doti comunicative.
Infine, io mi rendo conto che mi si possa attaccare accusandomi di non fare squadra, che lui ha vinto e adesso bisogna seguirlo. Verissimo. Ha preso quasi il 70%, ed è proprio per questo che dobbiamo evitare il rischio di azzerbinamento collettivo che già ha contagiato fortemente i giornali. Lo dobbiamo fare perché viene prima il Pd che Renzi, e perché è solo standogli con il fiato sul collo, spronandolo sul piano politico e delle politiche che renderemo un servizio al Paese invece che a noi stessi.
Quando un candidato viene così fortemente legittimato dall’elettorato la cosa migliore da fare è saltare sul carro dello sconfitto. Non è la scelta più semplice e comoda, ovviamente, ma è quella che più può aiutare il partito e lo stesso segretario. Renzi continuerà a ricevere le critiche mie e di molte altre persone più autorevoli di me (Fabrizio Barca, per citarne uno) non per delegittimarlo ma perché l’Italia deve “cambiare verso”, ma le cose si “cambiano cambiandole”