Riforme costituzionali: Renzi sta correndo troppo?

Sulle riforme della Costituzione forse dovremmo cercare di essere più cauti. Tutti, all’interno come all’esterno del Pd, riconoscono a Renzi di aver dato una straordinaria spinta per quanto riguarda le riforme istituzionali. Questa spinta eccezionale però non deve trasformarsi in cieca frenesia. Con le riforme istituzionali noi modifichiamo le fondamentali regole del funzionamento della democrazia nel nostro paese. Tutti, nessuno escluso, devono riconoscersi nell’assetto istituzionale e nelle dinamiche che permettono loro di funzionare. Nessuno è sacrificabile da questo punto di vista, perché tutti facciamo parte della comunità-nazione.

Mi sembra che questo passaggio sia stato vissuto con troppa frenesia, con troppa voglia di chiudere un accordo anche a costo di lasciare indietro qualcuno. Io penso che di fronte a una riforma della Costituzione abbia poco senso richiamarsi alla disciplina di partito perché in quel momento più che in qualsiasi altro i parlamentari devono essere rappresentanti della nazione tutta, e non solo di una parte, perché la Costituzione è di tutti e tutti ci si devono poter riconoscere. Consiglierei a Renzi di metterci magari un mese in più, ma di uscirne come uno statista qual è in potenza, elaborando una proposta che sia riconosciuta dalla stragrande parte del paese come un cambiamento positivo, piuttosto che solo come un cambiamento.

Io penso che si sia commesso un errore politico nel sostituire Mineo per quanto detto sopra (sostituire 2 membri della commissione per poter far passare la riforma 15 a 14 non è proprio un messaggio di condivisione) e penso anche che la nostra comunità democratica si sia concentrata troppo sull’interpretazione politica del comportamento di Mineo, piuttosto che sui contenuti che lui e altri senatori portavano (e mi auguro continuino a portare) a questo importantissimo dibattito.

Filippo Sanna

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