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Milano Domani Municipi 10 ottobre 2015 CAM Romana, Zona 1: un successo di pubblico e idee

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DANIEL PLUDWINSKI
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ALBERTO POLI
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LA PLENARIA
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IL TAVOLO DI LAVORO DI PORTA ROMANA
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IL TAVOLO DI LAVORO CENTRO-PERIFERIE CON LA PRESENZA DELL’ ON. EMANUELE FIANO
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IN ORDINE DA SINISTRA: ALBERTO POLI, MATTIA ABDU, PIETRO BUSSOLATI, DONATELLA CAPIRCHIO, FABIO ARRIGONI E DANIEL PLUDWINSKI

Coordinamento del Circolo fissato per il 15 ottobre ore 21:00 – Aperta linea telefonica diretta con il Circolo

E’ convocato per giovedì 15 ottobre 2015 alle ore 21.00 il prossimo coordinamento di Circolo, sempre aperto a iscritti e simpatizzanti, che avrà all’ordine del giorno i seguenti temi

– nuovi incontri di approfondimento da organizzare (Accordo TTIP dopo TPP, Riforme Costituzionali e Riforma Cirinnà);

– istituzione di un tavolo di lavoro per l’aggregazione delle associazioni di zona 1 su temi specifici;

– nuove iniziative per portare il circolo nel quartiere e nella Zona.

Per quanto concerne le nuove iniziative per aprire il circolo verso il quartiere e la Zona abbiamo da qualche giorno istituito una linea telefonica diretta a cui cittadini possono rivolgersi per avere informazioni sulle nostre attività o per contattarci per suggerimento e necessità.telefono

Milano deve continuare a cambiare. La ripresa italiana parte da Milano, abbiamo il dovere di vincere!

Milano può continuare a cambiare…

Di fronte al rozzo oscurantismo della Lega e al vuoto pneumatico di Forza Italia, il Partito Democratico e le forze di centro sinistra devono rivendicare con forza il lavoro svolto dall’amministrazione in carica e affermare la visione di società aperta e plurale che le contraddistingue. Se non commetteremo errori, se rimarremo uniti, la vittoria sarà agevole. La ripresa italiana parte da Milano, abbiamo il dovere di vincere! Per una cittá protagonista della globalizzazione!

Sono passati ormai 4 anni e mezzo dalla primavera di Milano, da quando nel 2011 il Partito Democratico e le altre forze di centro sinistra hanno vinto le elezioni amministrative a Milano con Giuliano Pisapia.
Come dice Pisapia nel suo libro, Milano città aperta, la cittá in questi anni è cambiata notevolmente in meglio.
Milano è tornata ad essere la capitale morale d’Italia.
Non più la città arrivista e cinica degli yuppie stile anni 80, non più la città chiusa e spaventata che la destra milanese e nazionale ancora oggi tenta di rievocare. Ma una capitale mondiale del terzo millennio, aperta e connessa con il mondo, una città capace di integrare 260.000 stranieri (come da tradizione quando gli “stranieri” erano i meridionali), una città che da a tutti una possibilità, una città capace di generare e gestire un evento mondiale come Expo, una città che affronta i propri problemi e nel cercare di risolverli (vedi il problema traffico e le soluzioni del car, bike e moto sharing) diventa faro ed esempio nel mondo.

Insomma una città a suo agio nella globalizzazione!!

Rimangono certamente ancora molti problemi da affrontare e risolvere, come l’efficientamento della macchina comunale, il divario tra il centro e le periferie (che devono scomparire diventando loro stesse nuovi centri), il problema di avere un’edilizia anche popolare e non solo per sceicchi.

Ma Milano è oggi migliore di ieri. Il Partito Democratico ha il dovere di continuare questo cambiamento, ha il dovere di tenere unita (per quanto umanamente possibile) la coalizione che vinse le elezioni nel 2011, ha il dovere di fare le primarie e sostenere il candidato che ne uscirà vincitore, ha il dovere di vincere le amministrative del 2016, perché é da Milano che l’Italia riparte.

Viva Milano!

Alberto Poli

RIFORMA E CONTRORIFORMA – LUNEDI’ 13 LUGLIO ORE 21:00

Dopo i dibattiti ospitati al Circolo sulla Riforma del Mercato del Lavoro e sulla Legge Elettorale, prima della pausa estiva concludiamo, in collaborazione con tutti i circoli di Zona 1, il nostro ciclo di incontri facendo il punto sul complesso sistema di riforme costituzionali, economiche e sociali che il Partito Democratico sta attuando, nonché sulle difficoltà incontrate in un paese storicamente non abituato a riforme radicali.
Alberto Poli  e Elena De Riva (del circolo PD Econ-Dem) moderano il dibattito; con il sottosegretario Ivan Scalfarotto e con il senatore Roberto Cociancich parleremo di Unioni Civili (ddl Cirinnà), Riforma della Scuola (ddl Buona Scuola) e Riforma Costituzionale (ddl Boschi).
Verrà dato ampio spazio alle domande dal pubblico.
Vi aspettiamo!

PD Porta Romana 13.7.15 Riforma e Controriforma

ITALICUM: LA GRANDE POLITICA A PORTA ROMANA – LE FOTO

Per chi non c’era ecco alcune foto della serata di grande politica che si è svolta lunedì al circolo di Porta Romana…con Emanuele Fiano, Francesco Laforgia e Michele Salvati.

VI ASPETTIAMO AL PROSSIMO APPUNTAMENTO! A PRESTO!

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DIBATTITO AL CIRCOLO: ITALICUM – LEGGE ELETTORALE, RIFORME, DEMOCRAZIA – LUNEDI’ 11 MAGGIO ORE 18:00.

Grande dibattito al Circolo con i protagonisti della politica nazionale: parleremo di legge elettorale, di riforme e di Democrazia.

Intervengono Emanuele Fiano, Francesco Laforgia e Michele Salvati. Moderano il dibattito Alberto Poli, del circolo PD Porta Romana e Guglielmo Ragusa, segretario del circolo PD Tombon.

Il dibattito è in collaborazione con tutti i circoli della Zona 1 di Milano e con il supporto particolare del circolo PD Tombon.

DOPO IL DIBATTITO SARA’ OFFERTO UN APERITIVO E PER CHI LO DESIDERA SI POTRA’ FARE O RINNOVARE LA TESSERA!

VI ASPETTIAMO!

Italicum imm

DIBATTITO AL CIRCOLO: ITALICUM – LEGGE ELETTORALE, RIFORME, DEMOCRAZIA – LUNEDI’ 11 MAGGIO ORE 18:00

Grande dibattito al Circolo con i protagonisti della politica nazionale: parleremo di legge elettorale, di riforme e di Democrazia.

Intervengono Emanuele Fiano, Francesco Laforgia e Michele Salvati. Moderano il dibattito Alberto Poli, del circolo PD Porta Romana e Guglielmo Ragusa, segretario del circolo PD Tombon.

Il dibattito è in collaborazione con tutti i circoli della Zona 1 di Milano e con il supporto particolare del circolo PD Tombon.

DOPO IL DIBATTITO SARA’ OFFERTO UN APERITIVO E PER CHI LO DESIDERA SI POTRA’ FARE O RINNOVARE LA TESSERA!

VI ASPETTIAMO!

Italicum imm

Il motore del duemila: bella serata al circolo con Lia Quartapelle e Michele Salvati

Ecco alcune foto della bella serata di approfondimento sulle riforme portate avanti dal governo e dal Partito, con l’on. Lia Quartapelle e il prof. Michele Salvati al circolo.

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PRESTO ALTRI DIBATTITI!

VI ASPETTIAMO!

Il reato di Autoriciclaggio – Quali effetti dalla sua applicazione?

Il reato di autoriciclaggio è in questi giorni in esame alla Camera dei Deputati.

E’ un’arma in più, che in parte avevamo già all’interno del D. Lgs 231/07, che però rischia di essere spuntata.

Il rischio deriva dalla struttura del nostro sistema giudiziario, proverbialmente lento e sovente bizantino, dal sistema investigativo che coinvolge giustamente gli intermediari finanziari ma obbligandoli ad una serie di adempimenti burocratici più formali che sostanziali, producendo spesso risultati modesti rispetto alle potenzialità, nonchè da una formulazione non chiara ed interpretabile del cosiddetto “godimento personale”.

Oggi se ognuno di noi commette il reato di frode fiscale (ad esempio) e tenta successivamente di dissimulare l’illecito guadagno è punibile solo per il reato di frode fiscale (il cosiddetto reato presupposto); il reato di riciclaggio si configura solo a carico di terzi nei casi in cui vi sia il trasferimento dell’illecito guadagno verso tali terzi, i quali ne dissimulino scientemente la provenienza tramite artifizi.

Con il reato di autoriciclaggio anche chi commette il reato presupposto dissimulandone l’illecito guadagno sarà punito per la dissimulazione compiuta o tentata.

L’inserimento del reato di autoriciclaggio nel nostro codice è doveroso, il GAFI (Gruppo di azione finanziaria internazionale, una sorta di ONU del contrasto al riciclaggio) da tempo ci chiedeva di inserirlo nel nostro ordinamento.

Tuttavia la forma rischia di non essere sostanza.

Cosa si deve fare per intercettare i capitali illeciti? E come arrivare ad una sentenza definitiva?

Oggi, senza entrare in noiosisimi dettagli, il combinato disposto dei decreti legislativi 231/01 e 231/07 responsabilizza gli intermediari nell’individuazione dei capitali illeciti.

Agli intermediari sono demandati diversi obblighi che spesso si traducono però solamente in una serie di adempimenti burocratici e di complicate quanto inutili registrazioni in archivi diversi che sovente poi non vengono presi in considerazione da parte dell’autorità giudiziaria in sede di indagine, traducendosi in uno spreco di tempo e risorse che meglio si potrebbero utilizzare nell’individuazione e nella segnalazione delle operazioni sospette.

E’ il caso, ad esempio, dell’AUI (Archivio Unico Informatico), un complicato sistema antelucano dove solo alcune operazioni vengono registrate, tale sistema avrebbe dovuto essere sostituito dalla nuova Anagrafe dei Rapporti, dove secondo le intenzioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze tutte le operazioni avrebbero dovuto essere registrate.

L’anagrafe dei rapporti insieme al cosiddetto redditometro avrebbe un’enorme potenzialità repressiva nei confronti dei reati in materia fiscale, ma le disposizioni regolamentari necessarie non sono ancora state completamente emanate, quindi gli intermediari si trovano ad utilizzare due archivi entrambi parziali e (per quanto riguarda l’AUI) inutili.

Se analizziamo poi le decine di migliaia di operazioni sospette segnalate dagli intermediari solo poche danno origine a procedimenti penali ed ancora meno arrivano a sentenza definitiva passata in giudicato. Questo avviene per una serie di fattori in primis l’arcinota lentezza del sistema giudiziario italiano che conduce sovente alla prescrizione del reato

La legge ex-Cirielli ha normato la tempistica di prescrizione agganciandola al limite massimo della pena edittale, (se un rato ha una pena massima di 10 anni la sua prescrizione si avrà quindi in 10 anni) con un minimo di 6 anni per i reati con pena massima inferiore a tale limite.

Il reato di riciclaggio si punirà con una reclusione da 2 a 8 anni in presenza di un reato presupposto con pena superiore a 5 anni, e con una pena da 1 a 4 anni in presenza di un reato presupposto che preveda una pena inferiore a 5 anni.

Ne consegue che la prescrizione potrà variare da 6 a 8 anni, a volte troppo pochi per arrivare a sentenza passata in giudicato in cassazione.

In questi giorni sui giornali sono comparsi molti articoli dove si sosteneva che, visto che il reato di autoriciclaggio si produce al momento dell’immissione delle somme in altra attività (reinvestimento) tale reato sarebbe perseguibile anche molto dopo la commissione del reato presupposto.

Ovvero avendo evaso il fisco 10 anni fa ma reinvestendo i proventi oggi si produrrebbe ugualmente il reato di riciclaggio, nonostante il reato di frode fiscale sia prescritto.

In questo caso però viene in soccorso la nozione di “godimento personale”, ovvero non vi è autoriciclaggio se le somme ottenute attraverso un’attività illecita non vengono impiegate in altre attività ma solo per il proprio piacere (mi copro un Rolex, la barca, la casa, la spesa al supermercato, ecc).

Utilizzando tale nozione sarà sufficiente frazionare le somme illecitamente guadagnate facendole confluire in conti ove siano presenti anche delle disponibilità lecite, compiendo un’operazione di cosiddetto “doppio riciclaggio”.

Infatti, tornando al caso di scuola della frode fiscale commessa 10 anni fa, se all’epoca le somme illecitamente ottenute fossero state immesse tutte (o meglio in parte) in un conto (o meglio più conti) con anche disponibilità lecite, sarebbe impossibile dimostrare oggi, dopo 10 anni, che si stiano utilizzando proprio i fondi illecitamente ottenuti, e non altri perfettamente leciti presenti sul medesimo conto.

Potrà sempre essere portata la giustificazione che le somme illecite sono state già spese in altre operazioni lecite o per le quali sia già intervenuta la prescrizione.

Il reato in questo modo potrebbe essere quindi o impossibile da dimostrare o comunque prescritto.

In conclusione è certamente meglio prevedere il reato di autoriciclaggio piuttosto che non prevederlo, ma se non si affronterà il tema epocale e troppo spesso rimandato di una radicale riforma della giustizia snellendo e efficientando i procedimenti, e rendendo le norme più chiare, più comprensibili e meno interpretabili, l’effetto deterrente della norma potrebbe rivelarsi assai scarso.

Alberto Poli

Se questo è un uomo

La quotidiana strage nel Canale di Sicilia e le responsabilità della politica

Quale modulo doveva compilare il ministro degli interni per comunicare correttamente al commissario Malmström che è in atto un vero e proprio esodo biblico da paesi martoriati dalla guerra e dalla fame verso l’Europa?

Quale formula dovevano utilizzare il ministero della difesa e quello degli interni per comunicare che è in atto una strage nel canale di Sicilia e che le uniche navi che si vedono portare aiuto sono quelle della nostra Marina Militare e l’unica nave messa a disposizione della Marina Militare slovena??

Non è certo in questa sede che si vuole redimere questioni di moduli, comunicazioni più o meno formali o procedure, la riflessione che si propone è di tipo politico.

Il 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa un barcone caricato all’inverosimile da delinquenti senza scrupoli con un numero esorbitante di esseri umani, esseri umani, è affondato trascinando con sé 363 persone.

Si stimano in circa 1800 i morti nel tentativo di attraversare il Canale di Sicilia nel corso del solo 2011. Oggi altri 17 morti accertati e forse altri 50 dispersi, e domani quanti morti ci dovremo attendere? Cosa dicono le statistiche?

Quando a fronte di questi eventi e questi numeri un ente politico come la Commissione Europea, per bocca del commissario competente, risponde che non è stata inviata la letterina appropriata, allora si pone un problema politico grande come una casa.

Diciamo la verità, in questi anni l’Unione Europea e in particolare la Commissione Europea guidata da Manuel Barroso ha clamorosamente fallito sotto molti punti di vista!

Qualcuno ha detto che l’Europa salva le banche e lascia crepare le persone, beh francamente è semplicemente vero.

Tutti abbiamo ancora nelle orecchie i continui richiami del commissario Olli Rehn verso l’Italia, tutti sanno come sono stati trattati il popolo greco e più in generale i popoli del sud Europa, tutti sanno come la Commissione non abbia mai mitigato le mire egemoniche tedesche sul controllo dell’economia europea, anzi.

Forse la Commissione non aveva le competenze per farlo, ma forse non ne aveva nemmeno la volontà politica.

Ma almeno dove la Commissione avrebbe potuto agire, ed agire con profitto, come sul controllo delle frontiere e la legislazione comunitaria sull’accoglienza, non si è visto nulla.

Come è stato riportato dai giornali l’assistenza ai migranti deve essere prestata, secondo le regole europee, dal primo paese “d’approdo” all’interno dell’Unione.

E come dissentire su una norma del genere? Sono effettivamente famose le invasioni di disperati che tutti i giorni approdano sulle coste tedesche o danesi provenienti dalla Groenlandia o direttamente dal polo!

Si dirà che la Germania ha ospitato più rifugiati politici e di guerra in questi ultimi anni rispetto all’Italia, ma è tutta gente che evidentemente aveva i mezzi e le entrature per essere ospitata e che è arrivata con voli di linea e visti rilasciati dalle ambasciate.

Chi decide di arrivare attraversando il Sahara prima e il Mediterraneo poi, con il rischio di affogare o essere lasciato in mezzo al deserto da quei moderni negrieri che sono le organizzazioni per il traffico dei migranti, o ancora essere stuprato nelle città della Libia è perché non ha altre possibilità, niente aerei, niente visti, niente di niente.

Quale soluzione allora? Come se ne esce? E’ certamente complicato, ma a chi è “malato” di politica piace pensare a delle soluzioni.

Innanzitutto dovrebbe cambiare la politica europea; le classi dirigenti dei vari stati europei, soprattutto quelle che si riconoscono nel PPE, hanno prodotto una classe dirigente europea non all’altezza. Sicuramente non all’altezza della visone che avevano i padri fondatori dell’Europa.

Ci vorrebbe quindi una sveglia e se i sondaggi sono corretti la sveglia sta per arrivare, la daranno le prossime elezioni.

Ma sarà una sveglia buona?

Si teme che i partiti euroscettici, e in Italia causa Grillo ne sappiamo qualcosa, avranno un buon risultato, purtroppo però tali formazioni sono costituite il più delle volte da forze populiste e xenofobe. La cattiva politica prodotta dalla Commissione e dalle altre istituzioni europee in questi anni, più attenta ai mercati finanziari che a quelli rionali, ha generato quindi un’altra cattiva politica, ancora più cattiva.

Se i cittadini europei daranno fiducia a questi movimenti che cosa succederà?

Le istanze portate avanti da Nigel Farage (GB) sono molto diverse da quelle di Geert Wilders (NL) che a loro volta sono diverse da quelle del Movimento 5 Stelle. Insomma si potrebbe assistere ad un coalizzarsi di euroscetticismi diversi che porterebbe ad una minore coesione all’interno dell’Unione e, nel caso più grave, ad una disgregazione dell’Unione stessa.

Quest’ultima ipotesi mette i brividi al solo pensiero di cosa fosse l’Europa prima della nascita del senso di Comunità europea.

Se i cittadini europei daranno fiducia al PSE invece la prossima Commissione, che sostituirà quella oggi scadente (in tutti i sensi), dovrà essere più umana e più politica, più attenta ai bisogni dei cittadini; il PSE avrà il compito di chiarire che l’Europa non deve essere il luogo delle “pagelle ai popoli” ma il luogo delle “soluzioni per i popoli e con i popoli”.

Per il problema dell’immigrazione attraverso il Mediterraneo la soluzione non può essere che quella auspicata dal Governo italiano:

  • una revisione della legislazione sull’accoglienza, con la possibilità da parte dei migranti di chiedere asilo non solo nel paese di arrivo;
  • una missione europea in Libia, ma si può suggerire anche in Sudan (vedasi il problema del Sud Sudan, dell’Eritrea e dell’Etiopia), non solo per l’accoglienza ma anche di polizia internazionale per il contrasto al commercio di esseri umani drammaticamente e indecentemente ancora presente nel nostro tempo;
  • Il coinvolgimento in tutto ciò della più ampia comunità internazionale.

Solo così l’Unione Europea avrà assolto al suo compito, ovvero garantire la pace, la stabilità e il progresso a tutte le genti che vivono in Europa o che all’Europa aspirano.

Alberto Poli