Appello per Maurizio Martina segretario del Partito Democratico di Barberis, Noja, Fiano, Malpezzi, Comincini, Mor et altri

Milano – 17 gennaio 2018

PER MAURIZIO MARTINA SEGRETARIO DEL PARTITO DEMOCRATICO

Non può essere un congresso di testimonianza, né di nostalgia. Noi, amministratori, dirigenti, militanti, iscritti, uniti da una comune idea riformista della politica, e da un lungo percorso condiviso, ci siamo e ci saremo con le nostre idee e le nostre proposte! Lo sentiamo, prima di tutto, come un dovere politico, verso i nostri elettori.

Il Pd è ad un passaggio cruciale della propria vita politica. Si fa un congresso dopo una pesante sconfitta elettorale. Molti militanti ed elettori avvertono la necessità di una scossa, di un colpo di reni che ci consenta di ritrovarci, riorganizzarci e chiarire le nostre priorità per il Paese in vista degli importanti appuntamenti elettorali delle europee e delle amministrative.

Coniugare sviluppo e transizione ecologica, difendere la dignità del lavoro, promuovere l’eguaglianza di opportunità, rispondere ai nuovi bisogni di protezione in uno scenario sempre più interdipendente a livello internazionale e in costante e più rapido mutamento sono alcune delle sfide decisive da affrontare per chi crede, come noi, in un riformismo radicale capace di riportare la politica e le nostre democrazie al passo con i complessi processi che siamo chiamati a governare.

Noi crediamo alla necessità di un più forte e democratico governo europeo quale strumento per rispondere efficacemente a queste grandi sfide. Occorre il coraggio e la lungimiranza di aprirsi oltre i limiti dello Stato Nazione per forgiare strumenti istituzionali e azioni politiche in grado di promuovere anche le esigenze nazionali di crescita economica e di giustizia sociale.

Noi siamo convinti che la risposta alla crisi non richieda una nuova espansione dello Stato, ma una espansione della società. I vincoli di bilancio e la ricerca di stabilità finanziaria vanno interpretate come esigenze nazionali, non solo imposte dall’esterno. Esigenze che pongono la sinistra davanti alla sfida del superamento del tradizionale modello di stato socialdemocratico. Altro che ripiegamenti statalisti, occorre un profondo disegno riformatore capace di attivare le energie presenti nella società, nelle sue aggregazioni e nei propri corpi intermedi, secondo un modello di sviluppo integrato nel quale Stato e società muovono insieme per il bene comune.
Questo è il nodo culturale, sociale e politico per il PD, sul quale, a partire da questo Congresso, sarà possibile costruire una nuova presenza nella società. Non possiamo illuderci che con un’aggiustatina tutto torni come vent’anni fa. Le sfide di un Paese profondamente cambiato sono quelle cui deve dare risposta una sinistra che guarda al futuro, saldamente radicata nelle esigenze del presente e nei propri valori di riferimento.

Noi crediamo che la proposta di Maurizio Martina rappresenti un giusto equilibrio tra “l’orgoglio di ciò che è stato fatto” e “l’inquietudine di chi vuole capire che cosa non ha funzionato”. Perché bisogna respingere le posizioni di chi vuole utilizzare la sconfitta elettorale per negare e distruggere il grande lavoro di questi anni, ma al contempo occorre avere il coraggio di riflettere e capire dove il riformismo non ha risposto ai bisogni delle persone: nessun tradimento o abiura, semmai coerenza per chi intende il riformismo come un processo continuo di adattamento e di rinnovamento.

Noi crediamo che Maurizio Martina sia l’unico candidato che ha la possibilità concreta di contrastare in maniera vincente il ritorno del PD agli schemi del passato e l’abbandono della politica riformatrice dei nostri governi, prospettata da molte componenti che sostengono Zingaretti. Martina è il candidato che più di tutti può garantire l’unità del partito, spostando il dibattito dallo sterile scontro tra la negazione della recente esperienza di governo e una mera custodia nostalgica del passato senza sviluppo, per portarlo sulla ricerca di una base di lavoro comune e di confronto che tenga insieme le nostre diverse culture politiche per un rilancio unitario del Partito. Un Partito che accantoni rancori e delusioni del passato, capace di discutere a viso aperto ma di compattarsi sulle scelte importanti e nell’azione di Governo.

Noi vogliamo un partito moderno, federale, che ridia ai territori voce, mezzi, potere nella decisione degli organismi dirigenti e delle candidature elettorali. Che sia presente sulla rete per fare finalmente un’efficace e coordinata battaglia politico-culturale contro il populismo, ma che si doti anche di una piattaforma che consenta la consultazione degli iscritti e la sperimentazione di nuove forme di democrazia interna.

Noi vogliamo tenere insieme il PD, e valorizzare la parte più avanzata e significativa delle esperienze di governo locale. Pensiamo in particolare a Milano e alla nostra area metropolitana come ad uno dei luoghi dove il Pd ha espresso il meglio della propria esperienza politica e amministrativa. Come ignorare che Martina è stato un interprete di questo lavoro, come negare che è certamente il candidato che meglio conosce il nostro territorio, come sottovalutare che tra i protagonisti del successo di Expo ci sia la sua caparbia capacità politica ed organizzativa?
Proprio perché consapevoli dell’importanza dell’esperienza milanese e lombarda vogliamo cogliere l’occasione per portare finalmente alla guida del partito un esponente politico espressione di un’area strategica per tutto il Paese, sicuramente la più sensibile ad una proposta riformista capace di guidare e dare nuovo consenso all’alternativa.

Filippo Barberis

Lisa Noja

Emanuele Fiano

Simona Malpezzi

Mattia Mor

Eugenio Comincini

Alberto Poli

Raimondo Campanini

e tanti altri